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Adkins Chiti Giugno

FONDAZIONE  ADKINS  CHITI:  DONNE  IN  MUSICA

 

dall’on. Carlucci recante misure a tutela delle donne che operano nel mondo della cultura e dell’arte, l’Italia è il primo Stato membro a recepire quanto sostenuto dal Parlamento Europeo nella risoluzione del 2009 che incoraggiava ad intraprendere iniziative volte a favorire la parità di trattamento e di accesso tra uomini e donne delle arti dello spettacolo.

 Già nel 2009 il Parlamento Europeo con la risoluzione “European Parliament Resolution of 10 March 2009 on equality of treatment and access for men and women in the performing arts” indicava e incoraggiava gli stati membri a promuovere la parità di genere. La risoluzione, che non è vincolante, ma è un atto di indirizzo che indica un orientamento a livello comunitario, lascia la libertà agli Stati membri di intraprendere azioni per agire di conseguenza a quanto chiesto dalla risoluzione. Ad oggi, solo l’Italia, con l’approvazione della risoluzione Carlucci, ha mosso i primi passi impegnando ufficialmente il Governo italiano ad agire di conseguenza a quanto chiesto dalla risoluzione.

 Si apre così una strada alla concretizzazione dell’obiettivo fondamentale del progetto WIMUST -Women In Music Uniting Strategies for Talent - della Fondazione Adkins Chiti: Donne in Musica: sensibilizzare i governi degli stati membri dell’Unione Europea alla questione della disparità di trattamento e di accesso tra uomini e donne nelle arti dello spettacolo in vista dell’assunzione della succitata risoluzione del Parlamento Europeo del 2009. La consapevolezza dell’effettiva discriminazione verso le compositrici e creatrici di musica e le loro difficoltà ad affermarsi alla pari con gli uomini, necessita l’adozione di strategie miranti a creare condizioni favorevoli ad un miglior inserimento femminile nel mondo della musica.

 

Il programma WIMUST è stato presentato pubblicamente a Roma e a Bruxelles rispettivamente il 14 e il 19 giugno.

In occasione della presentazione del 14 giugno a Roma, il  presidente della Fondazione,  Patricia Adkins Chiti,aveva rivolto un appello ai politici presenti, alcuni membri della Commissione Cultura di Camera e Senato, tra cui anche l’on. Carlucci, chiedendo un aiuto per cambiare qualcosa perché se è vero che le industrie culturali e creative diventeranno leader nello sviluppo economico europeo tali da influire sul PIL di ogni Stato, è essenziale che le donne, le artiste, le creative, siano riconosciute e sostenute.

Approvando all’unanimità la risoluzione, la Commissione Cultura ha voluto impegnare il Governo italiano a prendersi in carico il ruolo lavorativo della figura femminile nel mondo dello spettacolo e dell’arte perché limitare l’accesso delle donne nel mondo della cultura, dello spettacolo e dell’arte vuole dire non volere il pieno sviluppo della società e voler isolare e limitare la libertà di tali persone.

 Nello stesso momento in cui la Commissione Cultura nazionale assumeva le indicazioni del Parlamento Europeo approvando la risoluzione Carlucci, a Bruxelles si faceva un altro passo in avanti verso la sensibilizzazione degli Stati membri a pensare strategie per ridurre le diseguaglianze di genere.

L’on. Silvia Costa, europarlamentare e  relatrice del programma “Creative Europe” ha promosso e presentato al  Parlamento Europeo  il Programma Wimust. Le europarlamentari Britta Thompsen (Danimarca) e Antigoni Papodopoulou (Cipro) appoggeranno  il  progetto illustrando gli obiettivi ed il lavoro svolto finora nell’ambito di Wimust ai membri del Committee on Women’s Rights and Gender Equality di cui fanno parte.

 

L’on. Antigoni Papodopoulou ha espresso il suo impegno alla preparazione di  una legge- basata sulla Risoluzione europea del 2009- da presentare al Parlamento cipriota affinchè le compositrici del suo paese vengano riconosciute anche a livello nazionale.

 

 Mercoledì 20 giugno la Commissione Cultura della Camera ha approvato all’unanimità la risoluzione presentata dall’on. Gabriella Carlucci. La risoluzione è stata presentata chiedendo al governo di impegnarsi affinché promuova misure per migliorare e promuovere la presenza delle donne alla testa delle organizzazioni culturali e garantire una migliore protezione sociale alle donne che lavorano nel mondo della cultura e dell’arte. Anche in questo mondo, infatti, le disparità lasciano da parte competenze e talenti che rimangono senza espressione e la protezione sociale degli artisti è particolarmente lacunosa e deficitaria.

La risoluzione, oltre che dall’on. Carlucci (Udc), è stata firmata anche dagli onorevoli De Biasi (Pd), Barbieri (Pdl), Goisis (Lnp) e Zazzera (Idv), attestando un impegno condiviso all’interno della Commissione Cultura per trovare soluzioni al problema della disparità di trattamento.

Nonostante le numerose raccomandazioni ed iniziative intraprese sia a livello internazionale che nazionale da enti governativi oppure organismi non governativi, infatti, ad oggi, in alcuni ambiti lavorativi, tra cui quello dello spettacolo e delle attività che lo caratterizzano, le donne faticano ancora a farsi spazio o ad occupare posizioni di elevata responsabilità con le conseguenti differenze anche in termini di remunerazione.

 

 

Il primo passo è stato fatto. Adesso occorre che seguano azioni concrete da parte del Governo italiano per dare seguito all’impegno che la Commissione Cultura e l’on. Carlucci gli hanno chiesto di prendere. Con queste iniziative, di carattere istituzionale e non, l’Italia si pone come primo Paese per l’impegno nelle azioni di sensibilizzazioni sul tema della tutela delle donne che operano nel mondo della cultura e dell’arte.

 

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    www.donneinmusica.org

 

 

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